l'amore è una dittatura

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Posted On: martedì 29 gennaio

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Ci hanno visti nuotare in acque alte fino alle ginocchia /

Ed inchinarci alle zanzare pregandole di non mescolare /

Il nostro sangue a quello dei topi arrivati in massa con le maree /

Le porte aperte, i porti chiusi e sorrisi agli sconosciuti /

Che ci guardano attoniti mentre ci baciamo, da uomo a uomo, mano nella mano /

Una sigaretta non lo racconta, ci vuole forse una vita intera /

O una canzone non certo questa, altri maestri, altri genitori /

Che non rinfacciano quello che sei, quello che vuoi, quello che eri /

Esistere è giusto un momento, chi vive nel tempo muore contento /

E sì, ci hanno visti contare le pietre di questo deserto, pazienza /

Perdere tempo con il cielo, farlo di lavoro /

Pagati per immaginare, qualcosa che non puoi fotografare /

Mi spiego meglio, senza nascondermi dietro a cazzate scritte per caso /

In questa palestra dell’orrore ecco la pietra, ecco il peccato /

Un cane pastore lo fa per amore, non per denaro, non per rancore /

Non per la lana esiste il gregge /

Né per la legge /

Siamo delle antenne, dei televisori /

Emettiamo storie che fanno rumore /

Cerchiamo la donna della vita o l’uomo della morte /

Strade interrotte /

Eterni sorrisi, figli sangue del nostro lavoro /

Non ci somiglieranno, figli ormai del mondo intero /

E perdere la monotonia di quando tutto era al suo posto /

I topi cacciati, debellati, mostri tutti sotto al letto /

E lasciar volare via quell’abbraccio conosciuto /

Di chi in nome del tuo bene ha distrutto il tuo passato /

Quando arrivi tu se ne vanno gli altri /

Sai che non va bene ma ti piace arrangiarti /

Come fanno in quei paesi che non sappiamo pronunciare /

Ma che ci piace addomesticare a parole /

Ero presente al momento dei fatti, Il fatto non sussiste /

Mettetelo agli atti /

Ma non hai paura di nessuno /

Se non della tua statura /

Hai la democrazia dentro al cuore /

Ma l’amore è una dittatura /

Fatta di imperativi categorici, ma nessuna esecuzione /

Mentre invece l’anarchia la trovi dentro ogni emozione /

Tu stammi vicino, anzi lontano abbastanza /

Per guardarti il viso dalla stanza dei miei occhi /

Aperti o chiusi, non importa /

Sono occhi quindi comunque una porta aperta /

Il tempo passa lo senti da questo orologio /

Mentre lavori dentro un bar, ad una pressa o in un ufficio /

E speri ancora che qualcuno sia lì fuori ad aspettarti /

Non per chiederti dei soldi, neanche per derubarti /

Non per venderti la droga e soffiarti il posto di lavoro /

Ma per urlarti in faccia, che sei l’unica, sei il solo /

Sei l’unica, sei il solo